Quando parliamo di ricomposizione corporea

Quando si decide di voler dimagrire la prima cosa che si fa è quella di mangiare meno. 

Ma questo atteggiamento porta davvero a dei benefici?

Cerchiamo di fare una differenza sostanziale tra perdita di peso e perdita di grasso. Perché il peso può essere perso per diversi motivi:

1) una maggiore diuresi,

2)minore ritenzione idrica,

3)diminuzione del glicogeno muscolare.

La perdita o l’aumento di peso è determinato dal delta energetico: se aumento l’introito calorico, ossia se mangio di più mantenendo lo stesso stile di vita per settimane e mesi AUMENTO DI PESO. Viceversa, se scendo con introito calorico, per cui a parità di stile di vita mangio meno, IL PESO DIMINUISCE.

In una settimana di abbuffate quello che mettiamo realmente su sono pochi etti di grasso, il resto dei chili, è dato dalla somma di ritenzione idrica e glicogeno. Quindi basterà bere tanto, allenarsi  con constanza e in pochi giorni sarà tutto sistemato, senza dover adottare nessuna strategia estrema.

Ma chi è a dieta deve necessariamente “fare la fame”?

Ecco la risposta: si deve necessariamente creare un deficit calorico che dovrà essere prolungato nel tempo, ma questo deficit può essere prodotto non mangiando meno ma sprecando più energia.

IN PAROLE POVERE ci vuole TESTA, IMPEGNO, E STILE DI VITA

Il deficit calorico è dato dal rapporto tra le calorie ingerite e quelle consumate e ciò può essere creato in due modi:

  • Aumentare il consumo energetico (incremento dell’allenamento, dell’attività non sportiva, ecc.)
  • Diminuzione dell’introito calorico giornaliero o settimanale

FACCIAMO UN ESEMPIO :
Un soggetto  pesa 70kg, ha un metabolismo DI BASE di 2000 Kcal, si allena 3 volte a settimana e ha una vita sedentaria. (In totale consuma 2700kcal)

DECIDE DI DIMAGRIRE: IN CHE MODO?

1) può mangiare meno, portando il suo introito a 2400 kcal (senza scendere oltre il metabolismo di base)

2)può aumentare allenamento o cambiare stile di vita (andare a fare la spesa a piedi, salire le scale a piedi ecc.), portando consumo calorico maggiore. Di fatti consuma 3000 kcal, ne assume 2700.

Si ha un dimagrimento in quanto il deficit calorico rimane sempre più o meno di 300 Kcal/die.

La strategia è nella gestione di un piano nel lungo periodo. La maggior parte delle volte una dieta fallisce proprio perché permette zero vita sociale, quindi, visto che i risultati reali li avremo nel medio/lungo periodo avremo la necessità di avere un approccio flessibile e gestibile, in modo che ogni tanto ci si possa concedere un’uscita con gli amici che permetta di affrontare la dieta per più tempo e con la giusta “costanza”.

Valutare il punto di partenza è fondamentale

Programmare il “tempo”
per avere successo in una dieta bisogna  fissare un obiettivo, valutare il percorso che si deve fare e stimare il tempo che ci si deve impegnare per raggiungere il traguardo.

Valutare il “metabolismo”

se sto consumando 900 Kcal al giorno e non dimagrisco o addirittura metto peso, HO il metabolismo BLOCCATO”. Bisogna verificare “quanto” mangio perché se l’introito calorico è troppo basso, è necessario avviare una REVERSE DIET e salire piano piano con le calorie soprattutto derivate dai carboidrati, molto lentamente di settimana in settimana per accelerare il metabolismo.

 Piano alimentare “personalizzato”

Un piano alimentare ha bisogno di essere personalizzato sul soggetto. A seconda dei dati raccolti (percentuale di grasso, anamnesi, attivazione metabolica) si posso attuare strategie diverse.

Con pochissime strategie si può ritornare al benessere fisico, che non duri un giorno ma tutta la vita.

In poche parole, lo stile di vita che ci rende FELICI!

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