Alcool, ma quanto te ne sai?

Ahhh, quanto vorrei uno spritz!!

Bere alcool è il modo migliore per trascorrere un tipico aperitivo con gli amici in piazza o in riva al mare.  Ma se dovessi chiederti veramente.. quanto ne sai?

Le bevande alcoliche sono costituite per la maggior parte da ACQUA e per la restante parte da ALCOL ETILICO, una quota di entità minima è rappresentata da altre sostanze, sia naturalmente presenti che aggiunte: composti aromatici, coloranti, antiossidanti, vitamine, ecc.

Acqua a parte, il costituente fondamentale e caratteristico di ogni bevanda alcolica è l’etanolo, sostanza estranea all’organismo e non essenziale, anzi per molti versi tossica. Pensate che Il corpo umano è per lo più in grado di sopportare l’etanolo senza evidenti danni, a patto che si rimanga entro i limiti:

  • non più di due-tre Unità Alcoliche al giorno per l’uomo
  • non più di una-due per la donna
  • non più di una per gli anziani

Pur non essendo un nutriente, l’etanolo, che appartiene alla famiglia degli zuccheri, apporta al nostro organismo una cospicua quantità di calorie sommata a quella introdotta dagli alimenti; di conseguenza contribuisce a farci ingrassare. E sapete perché?

Perché viene assorbito già nelle prime porzioni del tratto gastrointestinale, e in modeste proporzioni persino nella bocca.

Alcuni fattori posso modificare i tempi di assorbimento: avete mai notato che a stomaco vuoto vi ubriacate più velocemente?  Questo perché la presenza di cibo ne rallenta l’assorbimento, mentre la presenza di anidride carbonica (soda, spumanti e altre bevande frizzanti) lo accelera. Svelato il mistero del perché uno spumantino è più pericoloso di un bicchiere di birra!!!

E perchè c’è chi lo tollera meno e chi  invece di più?  

Una volta assorbito, l’etanolo entra nel sangue e da lì va in tutti i liquidi corporei; questo tipo di distribuzione è uno dei meccanismi fondamentali della differente tolleranza all’alcol, ecco perchè dipende dal tipo di individuo, genere e condizione.

Di fatti, non esistendo possibilità di deposito per l’alcol nell’organismo, esso deve essere rapidamente metabolizzato, ad opera di enzimi specifici, a livello gastrico e soprattutto epatico. Tuttavia, mentre l’enzima presente nello stomaco metabolizza l’etanolo prima che esso venga assorbito e raggiunga il sangue e quindi l’intero organismo, gli enzimi presenti nel fegato agiscono soltanto dopo che esso è entrato nell’organismo ed ha avuto quindi modo di esercitare i suoi effetti tanto più importanti quanto più ne viene assorbito.

Le donne, avendo un peso minore, minor quantità di acqua corporea e minore efficienza dei meccanismi di metabolizzazione dell’alcool, sono più vulnerabili ai suoi effetti e, a parità di consumo, presentano un’alcolemia più elevata.

Quali effetti determina l’alcool??

A seconda delle concentrazioni che l’alcol raggiunge nel sangue si hanno i ben noti effetti sul sistema nervoso e sull’organismo in generale. Già a valori di 0,2 g per litro (meno della metà quindi) si ha un comportamento più spavaldo, che porta a sottovalutare i pericoli e a sopravvalutare le proprie capacità rischiando gravi conseguenze!

Tra l’altro L’abuso cronico di alcol è in grado di provocare una serie di danni a vari sistemi, nonché gravi squilibri nutritivi e seri rischi di malnutrizione.

A carico del sistema nervoso centrale e periferico l’alcol provoca varie manifestazioni cliniche, che vanno dalla neuropatia periferica al tremore, fino a stati più gravi di allucinazioni, psicosi, demenza. A carico del sistema digerente l’alcol può provocare gastriti acute e croniche, emorragie, ulcere, cirrosi epatica e danni al pancreas. L’alcol agisce anche sul sistema cardiovascolare, contribuendo all’innalzamento della pressione arteriosa e facilitando la comparsa di vari tipi di cardiopatia.

..Spezziamo una lancia

Ma l’alcool non ha solo effetti negativi: secondo alcuni studi, le diverse bevande alcoliche sembrano avere effetti diversificati, a parità di alcol ingerito: il vino sembra esercitare un ruolo protettivo maggiore di quello della birra, che a sua volta avrebbe un effetto protettivo superiore a quello degli altri alcolici. Queste proprietà sono state messe in relazione alle sostanze polifenoliche e antiossidanti, presenti soprattutto nel vino e in misura minore nella birra. Tali sostanze sono invece assenti, o comunque meno rappresentate, nei superalcolici. Ecco quindi spiegati, secondo questa ipotesi, i maggiori effetti positivi del vino. Ed è per lo stesso motivo che spesso si ritiene che il vino rosso abbia effetti superiori a quello bianco, anche se non esistono evidenze scientifiche a supporto.

Il consiglio che non deve mai mancare: moderazione, equilibrio e sicuramente attenzione all’abuso!

Se questo articolo ti è piaciuto, condividi e segui il resto!

CONDIVIDI SUI SOCIAL